Nei mesi successivi alla visita di Andrea, iniziai a guardare i miei pazienti con occhi diversi. Cominciai a sistematizzare quello che stavo osservando. I dati erano sorprendenti.
Degli uomini che visitai tra i 38 e i 62 anni in quel periodo, quasi tre su quattro mostravano segni misurabili di ipoperfusione cavernosa. Tre su quattro. Uomini che si erano convinti di essere "fatti così". Uomini che non avevano mai messo in discussione quella convinzione.
Cominciai allora a ricercare approcci che potessero affiancare il percorso clinico. Formule naturali che agissero simultaneamente sui tre meccanismi: flusso sanguigno, ossido nitrico, testosterone libero.
Non farmaci. Non procedure invasive. Qualcosa che un uomo potesse usare con costanza, senza effetti collaterali, senza bisogno di una prescrizione.
Quello che trovai mi sorprese. Esisteva una combinazione specifica di tre composti naturali studiata in letteratura per decenni, ma mai commercializzata in forma concentrata e bilanciata che agiva esattamente su quei tre punti.
La testai con undici pazienti su base volontaria. Dieci settimane di osservazione. I risultati li ricordo ancora.